ASIQUAS | L’integrazione
Asiquas - Associazione Italiana per la Qualità della Assistenza Sanitaria e Sociale è una Associazione che intende sviluppare attività di studi, ricerca a carattere scientifico sui temi della qualità delle cure alla persona
Asiquas, qualità assistenza sanitaria, sanità
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L’integrazione

Concetto di Integrazione

Il concetto di Integrazione rappresenta uno degli obiettivi fondamentali delle innovazioni organizzative portate avanti in questi ultimi decenni da tutte le aziende produttrici di beni e servizi1.
Sul versante dei servizi per la salute l’obiettivo è quello di ridurre la frammentazione dell’erogazione dell’assistenza e la continuità dell’assistenza creando connettività, allineamento e collaborazione entro e tra le diverse istituzioni socio-sanitarie per migliorare la qualità dell’assistenza e della vita dei pazienti, l’efficienza del sistema, e la soddisfazione dei pazienti con problemi complessi che utilizzano/attraversano servizi, provider, e setting operativi differenti. [Ovretveit, 19982 Kodner and Spreeuwenberg, 20023]. 

Le logiche di integrazione/continuità nel campo dell’assistenza sanitaria hanno trovato la loro traduzione concettuale nel Chronic Care Model/Expanted Chronic Care Model e nel Disease Management e la traduzione operativa nella progettazione e implementazione dei Percorsi Assistenziali e Reti assistenziali strumenti, ad oggi, ineludibili per perseguire gli obiettivi fondamentali dei sistemi sanitari (Equità, Efficacia, Efficienza) attraverso: 

  • La promozione delle dinamiche di clinical governance e l’integrazione dei percorsi assistenziali tra le diverse istituzioni coinvolte (strutture di medicina di base, ospedaliera, territoriale, ecc) per far fronte alla complessità dei bisogni e ai trend epidemiologici (invecchiamento popolazione, cronicizzazione, pluripatologia, ecc) che spingono verso approcci pluridisciplinari e forme di integrazione verticali (tra i diversi livelli assistenziali) e orizzontali (all’interno degli stessi livelli); 
  • Il coinvolgimento dei pazienti nell’autogestione della salute; 
  • L’attivazione di processi di benchmarking e benchlearning al fine di permettere alle singole componenti della rete di disporre di informazioni e dati utili a promuovere processi di miglioramento gestionali, finanziari e qualitativi; 
  • La razionalizzazione del sistema di offerta dei servizi sul territorio al fine di evitare duplicazioni in alcuni luoghi e carenza in altri; 
  • Il perseguimento di economie di scala grazie all’accentramento di alcune funzioni in staff (acquisti, amministrazione, manutenzione, ecc). 

Integrazione

Leutz (1999)4 individua tre tipologie di integrazione  (linkage, coordination e full integration) che si distribuiscono su un continuum che spazia da un livello di integrazione molto basso (linkage) ad un livello di integrazione totale (full integration) in rapporto  al bisogno dell’utente e alla sua complessità  (Figura 1).

Il modello organizzativo definito da Leutz con il termine linkage risulta essere quello più vicino al tradizionale modo di operare del sistema socio-assistenziale. 

La continuità assistenziale

La continuità dell’assistenza, dalla prospettiva dell’erogatore, deve essere vista, come fornitura di servizi tempestiva, coordinata e integrata, sostenuta da un  valido sistema di monitoraggio e di valutazione.  

La comunità scientifica appare, nel suo complesso, concorde con le indicazioni emerse dal rapporto del Canadian Health Service Research Foundation  – CHSRF (Reid et al., 2002) 5 che individua due elementi core e tre tipologie della continuità assistenziale.

Core Elements

  • L’esperienza dell’interazione tra l’individuo e gli operatori che forniscono assistenza;
  • L’assistenza fornita nel corso del tempo.

Tipologie di continuità:

1. Relational Continuity: 

  • Ongoing patient-provider relationship; 
  • Consistency of personnel; 

2. Management Continuity: 

  • Consistency of care; 
  • Flexibility; 

3. Informational Continuity: 

  • Transfer of information; 
  • Accumulated knowledge of patient. 

Continuità relazionale (Relational continuity): consiste nella relazione continua del paziente con diversi professionisti sanitari e socio-sanitari che forniscono assistenza in modo organico, coerente e attento allo sviluppo del percorso di trattamento in senso prospettico:

  • la relazione/rapporto tra individuo e provider nel corso del tempo, che aiuta a creare un ponte tra contatti discontinui (Ongoing patient-provider relationship);
  • la stabilità/coerenza della presenza di medesimi operatori, che favorisce lo stabilirsi della relazione/rapporto con l’individuo (Consistency of personnel).

Continuità informativa (Informational continuity): permette la comunicazione tra i soggetti istituzionali/professionali che afferiscono ai differenti setting assistenziali nel percorso di cura del paziente. Riguarda informazioni non solo sulla condizione clinica, ma anche sulle preferenze, le caratteristiche personali e di contesto, utili ad assicurare la rispondenza al bisogno di salute:

  • il trasferimento delle informazioni del paziente tra operatori (dello stesso team, della stessa organizzazione e tra diverse organizzazioni), che rappresenta un requisito basilare per l’integrazione e il coordinamento dell’assistenza (Transfer of information);
  • l’allargamento dello spettro di conoscenze, nel senso che le informazioni non devono essere riferite solo alla condizione clinica, ma anche alle preferenze, le caratteristiche personali e di contesto, utili ad assicurare la rispondenza dei servizi/prestazioni ai bisogni del paziente (Accumulated knowledge of patient).

Continuità gestionale (Management continuity): Questo si realizza attraverso un’azione complementare e temporalmente coordinata e integrata dei servizi/professionisti coinvolti nel sistema di offerta assistenziale. E’ particolarmente importante in patologie cliniche croniche o complesse, che richiedono l’integrazione di più attori professionali/istituzionali nella gestione del percorso paziente:

  • La flessibilità che deve essere una caratteristica intrinseca dei percorsi assistenziali per permettere l’adattabilità degli stessi a nuovi/mutati bisogni di salute e a variazioni di contesto dell’assistito (Flexibility).
  • L’integrazione e il coordinamento dell’assistenza attraverso la pianificazione, implementazione e valutazione dei percorsi assistenziali (Clinical Patwhay) (Consistency of care)