ASIQUAS | L’integrazione
Asiquas - Associazione Italiana per la Qualità della Assistenza Sanitaria e Sociale è una Associazione che intende sviluppare attività di studi, ricerca a carattere scientifico sui temi della qualità delle cure alla persona
Asiquas, qualità assistenza sanitaria, sanità
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La Raccomandazione su “Requisiti di qualità nella integrazione tra sanità e sociale” (2009-2013) della SIQUAS VRQ, è ancora attuale.

Giorgio Banchieri, Lidia Goldoni, Francesco Di Stanislao

 

La Società Italiana per la qualità dell’assistenza sanitaria (SIQUAS-V.R.Q.) operava dal 1984 al 2016 per ricercare, validare, promuovere e diffondere in Italia i modelli e gli strumenti per la qualità e la sicurezza dei sistemi sanitari accettati dalle maggiori istituzioni sanitarie internazionali.

Le Raccomandazioni che la SIQUAS-VRQ forniva agli operatori sanitari e sociali nei diversi ambiti dell’assistenza rappresentavano modelli e linee-guida, per il miglioramento delle loro pratiche di assistenza. Venivano elaborate da membri del Consiglio Direttivo e del Comitato Tecnico Scientifico con la collaborazione di esperti, validate e pubblicate sul sito www.siquas.it.

La SIQUAS, Società Italiana per la Qualità nell’Assistenza Sanitaria, prima società scientifica in Europa, ha organizzato e svolto un “percorso” di confronto e di ricerca sui temi della qualità nell’integrazione tra sanità e sociale (2009-2012) per pervenire, quale risultato di sintesi del percorso, ad una nuova Raccomandazione SIQUAS (2013) sul tema.

L’esigenza di pervenire ad una nuova Raccomandazione trovava origine nelle seguenti considerazioni:

  • Esigenza di partire da una analisi dei bisogni di salute dei cittadini su cui programmare le risposte dei Servizi Sanitari Regionali (S.S.R.) a livello dei servizi socio sanitari e socio assistenziali in termini di appropriatezza, efficacia e efficienza delle cure e delle prestazioni erogate, recuperando i grandi margini di non appropriatezza esistenti;
  • Sviluppare una riflessione sul percorso di deospedalizzazione e sulla crescita delle reti territoriali e di cure primarie, nonché sullo sviluppo di processi di garanzia della continuità delle cure e di presa in carico dei pazienti, congiuntamente al tema delle reti per patologie e della loro integrazione verticale e orizzontale, su come riorganizzare la presenza della sanità nei territori e su come integrarla con altre presenze assistenziali in logiche sempre più di collaborazione, condivisione e di network;
  • Affrontare il tema dell’uso razionale delle risorse disponibili in un contesto non facile di difesa del ruolo del carattere pubblico e universalista dei Sistemi Sanitari Regionali, prefigurando e sperimentando nuovi modelli organizzativi e gestionali che garantiscano la sostenibilità degli stessi e la difesa dei Livelli Essenziali di Assistenza (L.E.A.) in tutto il Paese,
  • Partire dai modelli gestionali, di sicurezza e qualità sviluppati principalmente nell’area dell’assistenza e cura dei pazienti acuti – in quanto la realtà degli ospedali era ed è di più facile parametrizzazione – andando oltre recuperando le specificità delle reti territoriali, oggettivamente disperse nei territori,
  • Affrontare in modo sistematico il tema del monitoraggio, della valutazione – in termini di appropriatezza, efficacia ed efficienza, nonché di sicurezza e qualità – del ruolo dei servizi socio sanitari e socio assistenziali.

L’attuazione dell’integrazione sociosanitaria era per altro tra gli scopi già indicati nella legge di istituzione del Servizio Sanitario Nazionale n.833 del 1978.

Gli scarsi risultati ottenuti, – se non in buone prassi, anche con livelli di eccellenza, disperse sul territorio – ci hanno indotto allora a:

  • Rileggere i documenti a disposizione, le esperienze e la letteratura scientifica internazionale, i percorsi sinora realizzati, la normativa nazionale e regionale per evidenziare, in questa moltitudine di atti gli elementi favorevoli e sfavorevoli all’integrazione;
  • Introdurre una lettura attualizzata della cultura, delle motivazioni e degli obiettivi dell’integrazione aggiornata alle sensibilità e alle aspettative dei cittadini, ma anche degli operatori e dei professionisti, della associazioni e delle rappresentanze della società;
  • Valorizzare e motivare concetti e principi, alla elaborazione odierna, riflettendo su alcuni temi – quali persona, continuità assistenziale, appropriatezza e utilizzo delle risorse – declinati in campo sociologico, filosofico, antropologico per consentire non solo un adeguamento dei termini e delle linee guida dell’integrazione sociosanitaria, ma  anche una condivisione di culture e significati dei termini e una maggiore  idoneità a perseguire il benessere dei cittadini e a rispondere alle loro aspettative.

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